23/01/12

Carcinoma della cervice uterina: come prevenirlo

Il carcinoma della cervice uterina è la conseguenza rara di un’infezione abbastanza comune che colpisce la parte dell’utero chiamato collo. Questo tipo di tumore maligno non è molto diffuso in Italia, dove fa registrare circa 3.500 casi all’anno, soprattutto in donne in età sopra i 50 anni, con una mortalità di circa 1.000 casi all’anno.

Grazie all’abitudine di eseguire regolarmente l’esame chiamato “pap test” è possibile individuare invece i casi in fase precoce (carcinoma in situ). In questo caso il carcinoma viene diagnosticato in fase non invasiva ed è possibile intervenire e ottenere una completa guarigione. Il carcinoma della cervice uterina è provocato dal virus Hpv, Human papilloma virus, di cui si conoscono oltre 100 tipi. Questo virus viene trasmesso durante i rapporti sessuali, quindi le probabilità di infettarsi sono maggiori nei soggetti che hanno rapporti con numerosi partner e quanto è più precoce l’inizio dei rapporti. Nella maggior parte dei casi l’infezione da Papilloma virus guarisce spontaneamente, in alcuni casi può provocare lesioni alle pareti del collo dell’utero da cui si guarisce senza interventi e senza conseguenze. Ma alcuni tipi di Hpv possono, dopo molti anni, provocare il cancro alla cervice uterina nelle donne infettate. I tipi più frequenti di Hpv che possono provocare questa patologia sono i tipi 16 e 18. Altri fattori, quali la sieropositività al virus Hiv, l’uso prolungato di contraccettivi orali (pillola) e il fumo possono aumentare il rischio che l’infezione da Hpv degeneri in tumore.
L’esame del pap test è una misura di prevenzione molto efficace che permette di identificare precocemente e di rimuovere eventuali lesioni provocate dal Papilloma virus.
Oltre al pap test, che si effettua generalmente a partire dall’età in cui iniziano i rapporti sessuali, ora è disponibile il vaccino contro il Papilloma virus. La vaccinazione anti Hpv si effettua su soggetti compresi tra 9 e 25 anni che non hanno ancora avuto rapporti sessuali e fornisce una protezione contro i tipi 16 e 18. Uno dei due vaccini, inoltre, offre protezione anche per altri due tipi di Hpv che sono responsabili di alcune infezioni benigne chiamate condilomi. La vaccinazione consiste nella somministrazione per via intramuscolare di tre dosi di vaccino. Poiché il vaccino è di recente introduzione, non si conosce ancora esattamente la durata della protezione, ma è certo che l’effetto duri almeno cinque anni. Nonostante il vaccino è consigliabile comunque eseguire il pap test, per diagnosticare preventivamente quelle lesioni che possono essere provocate da altri tipi di Hpv. Oggi molte regioni italiane inseriscono le donne sotto gli 11 anni nel sistema di screening preventivo, invitando con una lettera a recarsi gratuitamente presso gli ambulatori presenti sul territorio per effettuare il vaccino anti Hpv. Le ragazze oltre i 12 anni possono richiedere il vaccino presso gli ambulatori ospedalieri a un prezzo agevolato.
Il pap test si esegue gratuitamente presso i consultori e gli ambulatori Asl o presso gli ospedali; è possibile tuttavia eseguire il test anche presso il ginecologo di fiducia.

1 commento:

  1. Una delle malattie più brutte ma per fortuna ormai facilmente diagnosticabili... =)

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