05/02/15

I problemi del cuoio capelluto

L’inquinamento ambientale, l’attività sportiva e l’aumento della vita sociale hanno per conseguenza una maggiore frequenza dei lavaggi. Il cuoio capelluto reagisce a ciò aumentando la propria sensibilità. Detersioni troppo frequenti o aggressive possono provocare stati di squilibrio che si manifestano con prurito, bruciore, produzione eccessiva di forfora e dermatiti seborroiche.

La forfora
È  l’alterazione  tipica del cuoio capelluto, che aumenta in modo eccessivo la naturale desquamazione. Il disturbo è molto diffuso e causa disagi relazionali, perché le squame cornee che si distaccano si aggregano in raggruppamenti bianchi visibili. Seppure il problema è allo studio da molti anni non è stato ancora possibile identificare con certezza le cause scatenanti del problema. Tuttavia è dimostrata l’influenza negativa di prodotti detergenti troppo aggressivi, la maggiore incidenza in individui con pelle sensibile e lo stress psico-fisico.

Dermatite seborroica
Alla radice di ogni capello sta una ghiandola che produce il sebo indispensabile per la salute del capello e del cuoio capelluto. Il sebo protegge infatti dalle aggressioni ambientali, chimiche, termiche e meccaniche. Quando la secrezione del sebo è alterata da fattori esterni (stati ormonali, stress, stati patologici) diventa eccessiva e ristagna sul cuoio capelluto. I capelli tendono a diventare grassi e pesanti, con una colorazione spenta e opaca.
Il cuoio capelluto sensibile va trattato con prodotti ultradelicati, con principi attivi che aiutano ad alleviare il prurito o l’arrossamento, con il giusto potere sgrassante a seconda che la forfora sia secca o grassa. I principi attivi devono tendere a riequilibrare la flora batterica a apportare alti livelli di idratazione o svolgere funzioni sebo-regolatrici. Nel caso di dermatiti seborroiche sarà utile l’aggiunta di un componente antimicotico. Gli stati desquamativi e irritativi si trattano con sostanze lenitive, antistatiche, lisicanti e che aiutino a ricompattare le scaglie cuticolari (succo di aloe vera, estratto di ninfea).

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