17/02/12

I carotenoidi

Nelle piante e negli organismi in genere capaci di sintetizzre la luce, come le alghe, alcuni tipi di funghi e alcune specie di batteri, sono presenti questa classe di pigmenti organici, che vengono normalmente suddivisi in due classi: i caroteni, ovvero quelli privi di ossigeno; e le xantofille, che contengono ossigeno. Negli organismi che li contengono, i carotenoidi svolgono funzioni accessorie al processo della fotosintesi. Il più conosciuto di questi pigmenti è il ß-carotene, responsabile, tra l'altro, della colorazione arancione della carota.
Gli animali non sono in grado di sintetizzare i carotenoidi e devono perciò assumerli tramite l'alimentazione. Questi pigmenti hanno funzioni importanti anche negli animali, in quanto sono in grado di aggregare ed eliminare i radicali liberi, influendo positivamente sul sistema immunitario. Per questa ragione, oltre a essere precursori delle vitamine, i carotenoidi sono studiati oggi come protettori di svariate patologie, soprattutto quelle derivanti dalla presenza di agenti aggressivi quali il fumo, l'inquinamento, l'esposizione ai raggi solari, l'attacco di virus e batteri.
I carotenoidi che non dovrebbero mancare nella dieta umana sono l'a-carotene, che ha importanti funzioni antiossidanti; il ß-carotene, il precursore della vitamina A (retinolo). la luteina, che oltre ad agire da antiossidante, ha proprietà protettive della vista in quanto previene la degenerazione della macula senile; il licopene, con proprietà antitumorali.
I carotenoidi vengono assunti dall'uomo principalmente attraverso la frutta e la verdura. Poiché i carotenoidi sono responsabili della colorazione degli organismi che li contengono, tutti i vegetali con colorazione dal giallo pallido al rosso acceso sono fonte di carotenoidi (zucca, carota, anguria, peperone, pomodoro, ananas, agrumi). Ma anche i vegetali a foglia verde come broccoli o prezzemolo, il mais, salmone e gamberetti contengono alcuni tra gli oltre 600 tipi di catoteniodi.

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