27/03/12

Speriamo non siano le App a ricordare alle mamme di andare a prendere i figli a scuola

Leggo un articolo sul sito di Repubblica riguardo alla grande quantità di applicazioni sviluppate per le mamme tecnologiche: strumenti che fin dalla fase della gravidanza supportano le donne nel cammino della maternità, della gestione della famiglia e della casa.
Mi aspetto di trovare un comodo sistema per segnare la lista della spesa e le scadenze delle bollette, qualcosa, insomma che sostituisca agende o fogliettini sparsi e appiccicati al portafoglio. Ma trovo che ci sia molto, molto di più… forse troppo.
A parte trovare consigli utili sulle fasi della gravidanza, come gli esercizi per tenersi in forma, alcune App consentirebbero addirittura di segnare la frequenza delle contrazioni, tenere il calendario delle poppate e annotare l’andamento del peso e la crescita del neonato. Va bene, una sorta di agenda elettronica che sostituisce le tabelle cartacee dei tempi andati.
Quello che mi lascia un po’ perplessa sono alcune applicazioni che promettono di decifrare l’origine del pianto del bambino o stabilire chi dei due fratelli ha iniziato a litigare: mi sembra raccapricciante affidare a un iPhone o un tablet il compito di cercare di capire i nostri figli. Come mi sembra raccapricciante che l’accompagnamento al sonno dei piccoli avvenga con uno smarthphone che racconta filastrocche. Leggere una fiaba ai bimbi per farli addormentare non ha solo valore di sonnifero: è un momento di intimità di rapporto e coinvolgimento fra genitori e figli: non è tanto la “storia” che fa addormentare, quanto la serenità che deriva dalla presenza dei genitori, proprio nel momento in cui i bambini temono il “distacco”, ovvero quella fase in cui sono convinti che andando a letto non ritroveranno più la mamma.
Per non parlare delle App che vengono descritte come strumenti per annotare, oltre che la lista della spesa, anche a che ora andare a prendere i figli a scuola! Magari con una annotazione aggiuntiva, che ricordi anche di non dimenticarli in macchina…

14/03/12

La ricerca della sitter è un problema? Ci pensa Sitterlandia

I ritmi di lavoro della vita moderna, ormai, concedono poco tempo per potersi occupare dei figli e della casa. Così si fa sempre più necessario doversi rivolgere a figure esterne alla famiglia che possano seguire i bambini, ma anche gli animali, le persone anziane e le pulizie di casa.
Sitterlandia.it è un portale che può offrire un decisivo aiuto nella ricerca di personale qualificato a occuparsi di bambini, anziani e animali. Sitterlandia convoglia sul suo portale la domanda e l’offerta delle figure professionali di babysitter, assistenti agli studi, badanti, petsitter e colf


La forza di Sitterlandia sono i filtri di ricerca mirati alle varie esigenze. Per candidarsi sul sito, infatti, è necessario fornire un’ampia serie di informazioni che saranno poi visibili agli utenti in cerca di sitter. La scheda personale delle persone in cerca di lavoro, infatti, comprende, oltre ai dati anagrafici e alla disponibilità di orario, anche le informazioni riguardanti l’eventuale mezzo di trasporto utilizzato e la distanza di spostamento che si è disposti a percorrere; se si parla fluentemente l’italiano; le lingue straniere conosciute e la lingua madre; il livello di studi; la religione; se si è fumatori. Le altre sezioni sono dedicate alle informazioni relative al tipo di lavoro che si offre.


Se il lavoro cercato è quello di babysitter, per esempio, sarà necessario indicare quanti bambini si riescono a gestire contemporaneamente, se l’eventuale presenza di animali costituisce un problema, con quali fasce di età si hanno avuto esperienze (neonati, bimbi piccoli, bambini in età da scuola materna, bambini in età da scuola elementare, teenager); dove si preferisce svolgere il proprio lavoro (a casa del bambino o nella propria abitazione); se si hanno figli propri; quali competenze generiche
si possono offrire (cura dei bambini malati, possibilità di cucinare, se si è attrezzati alla guida con trasporto di bambini, se si è disposti anche agli aiuti domestici e a portare il bambini a passeggio, se si è in grado di aiutare i bambini nell’insegnamento dell’uso del vasino e nell’accompagnamento al sonno). Dopo le competenze generiche vanno indicate quelle specifiche (gestione di problemi comportamentali, di problemi di disabilità, se si conosce il linguaggio dei segni ecc.). In più vanno indicate le competenze accessorie (cura degli animali, del giardino, della lavanderia, della casa, spesa e commissioni).


Gli utenti in cerca delle figure professionali hanno così la possibilità di visualizzare i profili e le referenze degli offerenti. Domandanti e offerenti vedranno gli annunci e potranno selezionarli in base alle loro esigenze (zona di residenza, orario ecc.); riceveranno direttamente le candidature o le offerte di lavoro in base ai criteri selezionati e potranno contattare direttamente le sitter o candidarsi per le offerte di lavoro.


Sitterlandia offre in più un servizio di formazione intensiva per babysitter, che “nasce come soluzione per i principali punti di criticità tra famiglia e sitter: continuità del rapporto di lavoro, attenzione ai principi educativi della famiglia e, soprattutto, maggiore affidabilità e competenza professionale”.

08/03/12

Cistite: quando il problema è recidivante

Prendo spunto dalla segnalazione di una lettrice che ha lasciato un lungo commento al post sulla cistite per raccontare la sua  esperienza, per precisare che in ogni caso le indicazioni sul trattamento della cistite (come di tutte le altre patologie) devono essere valutate dal medico curante. La descrizione dei disturbi e i consigli per alleviare i sintomi fanno comunque riferimento a situazioni patologiche normali. Tutt’altro discorso per i casi di recidivanti o disturbi cronici. La lettrice che ci ha raccontato la sua esperienza fa riferimento a uno stato patologico durato 4 anni, in cui la terapia antibiotica mirata e prolungata per 6 mesi non ha sortito gli effetti desiderati e ha invece causato una serie di effetti collaterali con complicazioni gravi sull’equilibrio della flora batterica vaginale e intestinale.
Una volta che gli antibiotici hanno compromesso in tal modo la situazione, prodotti come il mirtillo e la vitamina C, come tutti gli acidificanti, hanno poi ulteriormente peggiorato i sintomi, unitamente a detergenti per l’igiene intima che hanno alterato il ph vaginale.
Larici e betulle. Dal loro legno si ricava il D-mannosio
La lettrice di dice di avere risolto il suo problema assumendo del D-mannosio, uno zucchero naturale che impedisce ai batteri di annidiarsi nella vagina. Il D-mannosio è uno zucchero semplice estratto dal legno di alcune piante come il larice e la betulla. Le sue proprietà di eradicare germi e batteri anche molto ostinati annidati nelle vie urinarie sono ampiamente conosciute. Questo zucchero agisce in particolar modo sul batterio Escherichia coli: legandosi a esso ne favorisce l’eliminazione attraverso l’urina. Per questo, oltre che per i casi di cistite, è utilizzato anche per le infezioni acute delle vie urinarie. Ma, pur essendo un antibiotico naturale, va assunto in presenza di infezioni in fasi acute o di recidive e comunque sotto il controllo medico. La terapia profilattica normalmente prescritta è quella di prodotti ad azione antisettica e disinfettante e di immunostimolanti.
Contemporaneamente all’assunzione del D-mannosio la lettrice dice di aver eliminato i detergenti intimi per non alterare i ph vaginale e non asportare le secrezioni contenenti la poca flora batterica rimasta a difesa delle mucose e di aver eliminato tessuti sintetici e assorbenti salva-slip che impedivano una normale traspirazione della pelle creando un ambiente umido ideale per la prolificazione batterica. Il problema così risolto, non si è più ripresentato da sei anni a questa parte.
La lettrice conclude dicendo di essere stata aiutata nel suo percorso di guarigione da un forum su internet che ci segnala (http://cistite.info/forum/index.php): si tratta di un forum gestito da donne affette da cistite che raccontano la loro esperienza e i loro percorsi terapeutici.
Questo blog, invece, consiglia vivamente di usare internet solo eventualmente a livello informativo e di rivolgersi comunque ai medici per curarsi, senza aspettare che le patologie degenerino. 

01/03/12

La cistite

La cistite è la forma più ricorrente delle infezioni delle vie urinarie (Ivu), è un’infiammazione delle pareti della vescica che colpisce in prevalenza le donne. Questo fattore è determinato dalla diversità anatomica: l’uretra femminile è più corta e favorisce l’aggressione di agenti esterni, soprattutto l’Escherichia coli, il batterio maggiormente responsabile della cistite. I batteri presenti nel serbatoio fecale, infatti, possono, in determinate condizioni, risalire le basse vie urinarie, che invece dovrebbero restare sterili. La zona insediata dal batterio Escherichia reagisce mettendo in atto una serie di azioni che hanno lo scopo di eliminare il batterio intruso. A seguito di queste azioni insorgono i disturbi e il malessere tipici della cistite. La cistite si manifesta, con intensità più o meno variabile, nella difficoltà di minzione, con dolori e bruciori che permangono anche quando l’urina è stata eliminata. La sensazione che ne deriva è quella di non aver svuotato completamente la vescica e un continuo bisogno di urinare, accompagnata da un fastidioso dolore sovrapublico. A volte si può manifestare anche una perdita di sangue insieme all’urina.
La pianta Solidago,
la comune Verga d'oro
Per combattere da cistite normalmente si assumo farmaci disinfettanti delle vie urinarie; tuttavia, quando il problema è molto frequente, si può scegliere di ricorrere a rimedi naturali. In questo caso le piante che contengono sostanze utili al benessere delle vie urinarie sono l’uva ursina e l’estratto di propoli, capaci di proteggere le mucose della vescica. A queste di possono aggiungere sostanze che favoriscono l’eliminazione delle tossine e degli agenti estranei, come quelle contenute nella Solidago, pianta della famiglia delle Asteraceae. Per ostacolare l’insediamento dell’Escherichia coli sulle pareti delle vie urinarie, si può ricorrere al Mirtillo rosso americano (Canberry).
Ai prodotti che aiutano a ridurre il fastidioso problema dobbiamo aggiungere alcune abitudini di vita utili a preservare la salute delle vie urinarie: bere molta acqua (1,5-2 litri al giorno), che aiuta a diluire l’urina e abbassare la concentrazione dei batteri; mantenere una corretta igiene intima evitando prodotti aggressivi e con ph non idoneo alle mucose, cercando di passare la mano dalla vagina verso la zona anale e non viceversa; evitare l’uso di indumenti troppo aderenti e di tessuti non traspiranti.
Per i soggetti particolarmente predisposti al disturbo si consiglia inoltre un’alimentazione a basso contenuto di zuccheri semplici e di carboidrati: l’eccesso di zuccheri e di alimenti raffinati, unitamente all’uso di antibiotici, squilibra la flora batterica intestinale con conseguente proliferazione di microrganismi patogeni e opportunistici. In questo caso può essere d’aiuto un integratore di Lactobacillus acidophilus.