26/04/12

La cucina danese minaccia la dieta mediterranea

Le bacche dell'olivello spinoso
Si chiama René Redzepi lo chef danese in testa alla classifica dei “World’s 50 Best restaurants” che ha eliminato dalla sua cucina tutti i prodotti classici della dieta mediterranea. Il suo ristorante, il Noma di Copenaghen è in testa alla classifica dei migliori 50 ristoranti del mondo da due anni, e occorrerà aspettare il 30 aprile per sapere se il risultato si riconfermerà anche il il 2012.
Il nome Noma deriva da Nordic mad ("mad" in danese significa cibo), un tipo di cucina che utilizza esclusivamente i prodotti del Nord Europa: muschio, bacche, tuberi, radici, germogli, yogurt, seppie, pollo, funghi, uova, alghe, bue muschiato danese, granchi di mare, aghi di pino.
Le pigne di Thuja
Bandito anche il tanto decantato olio di oliva, sostituito da quello di colza. Nessun ingrediente della dieta mediterranea, ma solo materie a “filiera corta”, cresciute e allevate in Danimarca.
Tutti i dettami della cucina nordica sono stati riassunti da Redzepi in un manifesto di 23 punti che illustra la filosofia dello chef danese, cioè la ricerca delle proprie radici alimentari, il rispetto del susseguirsi delle stagioni, con un occhio di riguardo per le tecniche di allevamento non intensive.
Un tipo di cucina che si pone in alternativa al dominio francese e italiano e che ha incontrato un inaspettato successo, tanto che il Times di marzo ha dedicato proprio a Redzepi la propria copertina. Prima dell’apertura del Noma, in Danimarca, i ristoranti servivano prevalentemente piatti della cucina francese o italiana, ora sono sempre più quelli che cucinano alimenti locali, il cui commercio sta iniziando anche in buona misura nei supermercati del paese, dove finalmente è possibile trovare aglio selvatico, sciroppo di betulla e d’acero, le bacche di olivello spinoso, le cime di felce del Sud della Svezia, le pigne di Thuja e le tife.

23/04/12

Il lactobacillus acidophilus

Il lactobacillus acidophilus è un batterio normalmente presente nell’intestino dove svolge funzioni utili all’azione della flora batterica. Come tutta la famiglia dei lattobacilli, si trova principalmente nel latte e nei suoi derivati, in particolar modo nello yogurt. Questo batterio, senz’altro il più importante di tutta la famiglia, lavora in sinergia con i bifidobatteri per agevolare il processo immunitario intestinale. Se presenti in quantità sufficiente, il lactobacillus acidophilus è in grado di colonizzare l’intestino tenue formando la prima linea di difesa dagli agenti esterni, impedendo agli organismi patogeni e opportunistici di stanziare tra le pareti intestinali, dove impedirebbero l’assorbimento delle sostanze nutrienti. Alcuni tipi di lactobacillus acidophilus aderiscono naturalmente alle pareti intestinali, luogo in cui le sostanze nutrienti si incrociano col flusso sanguigno: per questo sono chiamati ceppi aderenti. I ceppi aderenti sono i migliori nel loro compito: aderiscono in modo così tenace alle pareti intestinali da non lasciare alcuno spazio agli agenti patogeni.
Il lactobacillus acidophilus, quindi, favorisce l’assorbimento di alcune sostanze fondamentali dei cibi, soprattutto flavonoidi e antocianosidi. Inoltre, abbassando il livello del ph, ostacola la proliferazione dei batteri dannosi derivati dalla putrefazione dei residui dei cibi, contribuisce alla formazione delle vitamine del gruppo B e alla produzione della lattasi (l’enzima responsabile della digestione del lattosio, lo zucchero del latte). Un’altra importantissima caratteristica del lactobacillus acidophilus è quella di produrre acido lattico dalla fermentazione del glucosio.
L’assunzione del lactobacillus acidophilus, come di tutti i fermenti lattici, è utile per ripristinare la flora batterica durante l’assunzione di antibiotici, per ridurre il gonfiore intestinale e gastrico, nel caso di diarrea e acne.
Se assunti mediante l’allattamento al seno, i lattobacilli con azione probiotica attecchiscono alle pareti intestinali del neonato dove sono in grado di prolificare per intere generazioni, cosa che non si verifica con nessun altro tipo di latte.

16/04/12

La pelle del corpo: perché tanti prodotti

La pelle del corpo della donna, anche se è meno soggetta alle aggressioni esterne rispetto a quella di viso e mani, risente dei cambiamenti dovuti alle fasi di età e allo stile di vita, nonché ai cicli ormonali e agli eventi della gravidanza e dell’allattamento. Nella donna, la pelle del corpo deve potersi adattare a situazioni di cambiamenti anche molto drastici, come le variazioni continue della taglia e la gravidanza: necessita quindi di una elasticità veramente eccezionale. Nelle donne mature, poi, con l’avvento della menopausa, entra in gioco anche il calo della produzione ormonale che rallenta il rinnovamento cellulare e fa diminuire gli elementi di sostegno come l’elastina e il collagene.
Ogni fase dell’età della donna comporta problemi specifici per la pelle del corpo. Nell’adolescenza l’impennata ormonale che fa arrotondare le forme sottopone la pelle del corpo al primo grande stress: la pelle si deve “adattare” al nuovo fisico. Con l’avanzare dell’età sopraggiungono poi i problemi legati alla comparsa della cellulite e delle adiposità localizzate, del rilassamento cutaneo, delle smagliature. E, durante la menopausa e la cessazione della produzione di ormoni, la pelle tende ad assottigliarsi e a disidratarsi.
Una buona cura della pelle del corpo deve prevedere trattamenti specifici per ognuna di queste fasi: per questo in commercio le linee per il corpo comprendono una vasta quantità di  prodotti. In genere, le linee specifiche comprendono prodotti per la riduzione degli inestetismi della cellulite, per il trattamento delle adiposità localizzate, per snellire e rimodellare il corpo, per contrastare il rilassamento cutaneo, per mantenere la giusta idratazione e l’elasticità necessarie a prevenire o ridurre le smagliature, per rassodare il seno e defaticare le gambe. Esistono inoltre prodotti per lo scrub, un’azione meccanica che ha lo scopo di rimuovere le cellule morte dell’epidermide e favorire così il rinnovo cellulare.

06/04/12

Al via la terza edizione del programma “Frutta nelle scuole”

L’allarme per la salute del XXI secolo è sicuramente l’obesità e il sovrappeso, tendenza in aumento soprattutto nei bambini. L’abitudine a un’alimentazione sana e corretta è l’unica forma di prevenzione per questo dilagante fenomeno. E  quando si parla di alimentazione corretta  non si può prescindere dal consumo sostenuto di frutta e verdura. Ma, si sa, la maggior parte dei bambini preferisce fare colazione o merenda con una merendina piuttosto che con un frutto.
Per cercare di arginare il fenomeno dell’obesità nei bambini, la Comunità europea ha introdotto un programma finalizzato a incentivare il consumo di frutta e verdura nei piccoli delle scuole primarie. Le iniziative attualizzate hanno lo scopo di avvicinare i bambini al mondo dell’agricoltura e ai suoi valori, conoscerne i prodotti e sviluppare quindi delle scelte consapevoli.
Nell’ambito di questo programma finanziato dalla comunità europea, per il terzo anno il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, sta collaborando con gli istituti scolastici italiani per diffondere il progetto “Frutta nelle scuole”, iniziativa finalizzata a imparare fin da piccoli a gustare la bontà di questi alimenti ricchi di fibre e vitamine, così importanti nella corretta alimentazione. E si rivolge agli insegnanti proponendo una serie di attività interdisciplinari da realizzare nelle classi e che hanno come protagonisti la frutta e la verdura (geografia e storia della frutta, le fiabe e i miti a cui è legata, l’arte che l’ha fissata sulle tele). La frutta e la verdura diventeranno oggetti da guardare, manipolare, assaggiare. Le attività sono previste anche all’aperto, con visite ai mercati, agli orti, ai campi di produzione.


La campagna prevede la diffusione di uno spot Tv che andrà in onda dalla seconda metà di aprile. Nel video che trovate in alto alla colonna in fianco all’articolo è possibile visualizzare alcune scene dello spot, realizzato con un linguaggio divertente e innovativo, studiato appositamente per risultare accattivante per i bambini.
Alla campagna del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali hanno collaborato il Ministero della salute, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione e la Conferenza delle regioni e province autonome.
Maggiori informazioni su http://www.fruttanellescuole.gov.it/

articolo sponsorizzato

03/04/12

I probiotici

Nell’intestino, la flora batterica è generalmente ricca di batteri “buoni”, un aiuto fondamentale del nostro sistema immunitario. I batteri benefici colonizzano le pareti intestinali impedendo agli agenti patogeni esterni di potersi insediare. Anche perché l’intestino è la zona dove arrivano i batteri sopravvissuti all’attacco degli agenti di difesa presenti negli altri organi del tratto gastro-intestinale, la bocca e lo stomaco.
La flora batterica benefica è principalmente costituita dalla famiglia dei Lactobacillus (Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bulgaricus e Lactobacillus casei) che provengono in buona parte dai latticini, in particolare dallo yogurt e da alcuni Bifidobatteri (Bifidobatterium bifidum, Bifidobatterium longum e Bifidobatterium infantis).
Agli inizi del XX secolo si è ipotizzato che rinforzando il numero di batteri “buoni” presenti nell’intestino, si potesse contrastare la proliferazione di quelli “cattivi”. Così, negli ultimi anni, sono stati messi a punto una serie di integratori di “probiotici”, fermenti lattici vivi, alcuni lieviti e bacilli che hanno la particolarità di superare la barriera acida dello stomaco per arrivare vivi direttamente nell’intestino e apportare un beneficio alla salute dell’organismo.
Il termine “probiotico” deriva dall’unione della parola latina “pro” (a favore) e da quella greca “bios” (vita) ed è stata così adottata in contrapposizione al termine “antibiotici”: l’integrazione dei probiotici, infatti, risulta fondamentale per riequilibrare la flora batterica intestinale compromessa dall’uso degli antibiotici.
Gli effetti benefici sulla salute dipendono essenzialmente dai ceppi di batteri dei probiotici e dalle quantità ingerite, e quindi dalla patologia per cui vengono assunti. In generale si sono evidenziati effetti positivi sul mantenimento della flora intestinale, come supporto della funzionalità intestinale e del rinforzo del sistema immunitario. La famiglia dei Lactobacillus comprende ceppi noti per ostacolare l’insediamento di microrganismi indesiderati (come l’Helicobacter pilori), per stimolare l’attività cellulare, ridurre la diarrea da rotavirus, ridurre l’infiammazione in caso di diverticolite e le infiammazioni intestinali, per le proprietà antiossidanti, per inibire lo sviluppo di tumori. Il genere acidophilus, inoltre, si è dimostrato utile anche nei casi di vaginiti. Alcuni tipi di Lactobacillus aumentano i livelli di immunoglobulina A e si sono dimostrati efficaci per contrastare le coliche dei neonati. Il Bifidobatterium è utile nei casi di dermatiti atopiche nei bambini che presentano allergie alimentari e nei casi di diarrea.