24/09/12

Il secondamento e la manovra di Brandt-Andrews

Appena nasce un bambino, la fase del parto non è ancora conclusa. L’utero deve riprendere a contrarsi per portare a termine l’ultima serie di eventi che chiudono il ciclo della nascita. Questa fase, che dura in media 10/15 muniti, è detta “secondamento”, ed è fondamentale che si compia per intero e senza complicazioni, perché serve a espellere la placenta e gli annessi fetali (il cordone ombelicale e il sacco che ha contenuto il liquido amniotico).


Il secondamento inizia da qualche minuto a un’ora circa dalla nascita, ed è completamente indolore. La placenta, che è un disco di circa 15-20 centimetri di diametro, inizia a staccarsi partendo dal centro e proseguendo verso i margini dell’utero. Durante l’espulsione della placenta possono presentarsi modeste perdite di sangue.
Se il secondamento non avviene naturalmente, occorre che il medico intervenga per estrarre in altri modi la placenta e gli annessi fetali. Questa operazione può avvenire mediante somministrazione di alcuni farmaci che ne facilitano l’uscita, oppure con una tecnica manuale, mediante la cosiddetta “Manovra di Brandt-Andrews”.
La partoriente dovrà avere la vescica svuotata (se è il caso si pratica il cateterismo vescicale). Con un delicato massaggio si provoca una contrazione uterina, si appoggia una mano sull’addome della donna: l’estremità delle quattro dita riunite dovrà corrispondere al punto di congiunzione fra il corpo uterino e il segmento inferiore. Il corpo uterino viene quindi spinto in alto e all’indietro, mentre l’altra mano afferra il funicolo e esegue la leggera controtrazione.

Sito web per questa immagine: aafp.org

Se appena provocata la contrazione la placenta affiora in breve alla vulva, significa che la placenta si è staccata per intero. In caso contrario, la spinta che solleva l’utero praticata dalla mano del medico verrà trasmessa al funicolo e sarà avvertita dall’altra mano che lo tiene.
Il medico continuerà a spingere verso l’alto e a esercitare una leggera controtrazione del funicolo fino a che non avvertirà la sensazione di cedimento che sta a indicare l’avvenuto distacco della placenta.
Se la manovra non è eseguita con le dovute precauzioni e con la necessaria delicatezza, e soprattutto nel caso venga eseguita su un utero non ben contratto, si può correre il rischio dell’inversione uterina.