26/08/13

I problemi della pelle del bambino: la crosta lattea

Uno dei principali problemi della pelle nei piccoli appena nati è quello della crosta lattea, una patina biancastra, causata dall’eccesso di sebo prodotto dalle ghiandole. Questa dermatite seborroica infantile viene così chiamata perché si manifesta  quando il bambino è ancora nutrito unicamente col latte. Solitamente la crosta lattea di risolve nel giro di 3-4 mesi, non lascia segni e non interferisce con la crescita dei capelli. Questo disturbo, che peraltro interessa una piccola percentuale di neonati, non deve destare preoccupazione anche se l’aspetto del bimbo risulta deturpato per la desquamazione giallo-biancastra delle zone colpite. La dermatite seborroica si manifesta soprattutto sulla testa, ma può apparire anche nella zone delle sopracciglia, dietro i padiglioni auricolari, la zona intorno al naso e a volte anche nelle pieghe cutanee delle ascelle e dell’inguine.
Le cause della crosta lattea sono tuttora poco chiare, l’eccessiva stimolazione delle ghiandole sebacee potrebbe dipendere dal passaggio degli ormoni materni nel sangue del feto o da un fungo che normalmente si trova sulla cute. In ogni caso sembra assodato non dipenda dal tipo di alimentazione seguita dalla madre. In campo clinico la crosta lattea è irrilevante poiché non provoca nessun tipo di fastidio al bambino.
Nonostante il problema si risolva spontaneamente in 3-4 mesi, si possono usare prodotti per aiutare la rimozione delle squame formate. In farmacia è possibile trovare emollienti specifici per la crosta lattea, ma è possibile utilizzare anche sostanze oleose come olio di oliva o di mandorla oppure vasellina. Una volta ammorbidite le squame, si dovrà rimuoverle con delicatezza con un pettinino a denti stretti tamponando poi con un batuffolo di cotone.

08/08/13

Le difese naturali contro i pidocchi dei bambini

I pidocchi sono piccoli insetti parassiti del corpo umano dall’aspetto grigio-biancastro e che si nutrono di sangue. L’infestazione dei pidocchi è chiamata pediculosi. I pidocchi vengono classificati in tre categorie, a seconda della zona del corpo in cui si insediano: quelli dei capelli, quelli del corpo e quelli dei peli del pube (piattole). I bambini sono interessati particolarmente dal tipo che infesta il cuoio capelluto, il Pediculus humanus capitis, estremamente frequente fra le comunità infantili e nelle scuole, che interessa i bambini dai 3 anni in poi in una percentuale tra il 5 e il 22%. Il pidocchio adulto, lungo circa 1-3 millimetri, è visibile a occhio nudo. Il suo ciclo vitale è di 1-2 mesi. Le femmine producono circa 5-10 uova al giorno e le depositano strettamente attaccate ai capelli, in prossimità del cuoi capelluto. Le uova, o lendini, hanno un millimetro massimo di un millimetro e sono di colore giallo-grigio opaco. Dopo circa una settimana dalle lendini nasce l’insetto giovane (ninfa) che inizia a nutrirsi del sangue della persona parassitata e in una settimana arriva alla piena maturazione, diventando a sua volta in grado di deporre le uova. Per nutrirsi di sangue, l’insetto utilizza una struttura tubolare che penetra il cuoio capelluto e secerne una sostanza anticoagulante e vasodilatatrice. Il pidocchio ha bisogno di nutrirsi ogni 4-6 ore, lontano dall’ospite muore in 1-2 giorni.
Il contagio avviene solitamente per contatto diretto, quanto due capigliature si toccano, oppure in modo indiretto, usando pettini, cappelli, sciarpe e cuscini di una persona parassitata. Il contagio non è assolutamente indice di mancanza di igiene.
Il sintomo della pediculosi è il prurito, dovuto alla reazione agli enzimi della saliva dell’insetto, particolarmente nelle zone privilegiate dal parasita: la zona della nuca e il retro delle orecchie. La reazione pruriginosa si manifesta tardivamente, per cui all’insorgere del sintomo, l’infestazione può essere già in stadio avanzato e può aver già contagiato altre persone. A volte addirittura la persona infestata non presenta nessun sintomo.
L'olio essenziale di lavanda
è repellente per i pidocchi dei capelli
I trattamenti tradizionali per la pediculosi, presenti in varie forme, contengono antiparassitari (i più comuni sono Malathion, Piretrine e Permetrina), che hanno il problema della tossicità e non hanno alcuna efficacia a livello preventivo. Il Malathion è la sostanza più tossica: se ingerita in quantità elevate può provocare nausea, vomito, bradicardia, bradipnea, arresto cardio-circolatorio e coma. Piretrine e Permetrina, che sono sostanze meno tossiche, hanno però in questi ultimi anni ridotto di molto la loro efficacia perché i parassiti hanno saputo sviluppare fenomeni di resistenza a queste sostanze. È proprio il problema delle resistenze la causa principale del diffondersi nei casi di pediculosi negli ultimi vent’anni.
In natura esistono componenti che, se correttamente associati, risultano in grado di risolvere le infestazioni e offrono il vantaggio della prevenzione. Questi elementi naturali sono:
- l’estratto di semi di pompelmo, che ha proprietà antibatteriche, antivirali, antimicotiche e antiparassitarie e risulta efficace anche sulle lendini;
- il sassafras officinalis, estratto dalla corteccia della pianta essicata, contiene un olio essenziale ricco di safrolo, con proprietà antiparassitarie ma anche con azione repellente per la prevenzione del contagio;
- olio di Neem (melia azadirachta): usato dagli indiani per le proprietà insetticide e antiparassitarie è riconosciuto anche come parassiticida e repellente dei pidocchi. Il principio attivo è l’azadiractina, contenuto nelle foglie e nei semi che impedisce lo sviluppo e la maturazione del pidocchio;
- il Pantenolo, che crea una barriera protettiva sui capelli impedendo alle lendini di potervisi ancorare;
- l'olio di Cade, ricavato dalla corteccia di Juniperus oxycedrus, con proprietà antiparassitarie e parassicide;
- l'olio essenziale di lavanda, con proprietà antifungine, antibatteriche e antiparassitarie, che esercita un’azione repellente per il pidocchio del capello.
Questi componenti si possono trovare nelle linee di prodotti  naturali specifici per la risoluzione o la prevenzione del problema dei pidocchi. Esistono sottoforma di sciamo, lozioni, gel e polveri.